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I SOCI DELLA
ASSOCIAZIONE
Gino Esposito Scotto di Perta (in arte
G. Scott) nasce a Port Said (Egitto) il 31/07/45 da padre italiano e
madre scozzese (discendente dall'antica casata dei Douglas di Scozia).
Rientra in Italia all'età di anni 11 e porta avanti gli studi, fino al
biennio di medicina, a Genova.
- Nel '64 inizia a disegnare per la Casa
Editrice CENISIO (Silvestro & C.) e collabora dal '69 col m° Luciano
Bottaro nella preparazione di tavole Walt Disney. Nello stesso periodo
lavora per Vezio Melegari ed il Corriere dei Piccoli su tutti i
personaggi Hanna-Barbera.
- Tra il '70 ed il '72 lavora negli U.S.A.
su characters Marvel (Uomo Ragno e Fantastici 4).
- Nel '72, rientrato in Italia, viene
assunto direttamente tra i collaboratori Mondadori/Walt Disney
(Direttore Mario Gentilini).
- Dal '75, realizza per Il MAGO (sempre
Mondadori Editore) due serie a fumetti su sceneggiature della sorella, il celebre soprano
Gina Carelli:
il comico /grottesco PETRULLAD e la serie
SF OPERAZIONE TERRA 2222.
- Tra il '78 e l'81 lavora ancora
sull'Uomo Ragno e sui Fantastici 4
- Nell'82 si avventura in Francia, con le
Journal de Mickey (realizzando tavole per il Topolino d'oltralpe e per
la serie ZORRO) e nell'85 opera, sempre in Francia, nelle V.M.S. (Pif et
Hercule).
- Rientra alla Mondadori nell'86 (a
Topolino) e, dall'88 al '90, crea quadri, ritratti, paesaggi e studi su
animali a pastelli acquerellabili.
- Nel '91 entra nel Corriere dei Piccoli,
con tutti i personaggi Warner Bros ed una serie personale (la Colossea,
su testi di Alessandro Sisti). Realizza, in questo stesso periodo,
tavole sulle Tartarughe Ninja e su James Bond Jr.
- Nel '93 torna a Topolino (Walt Disney
Italia) e, non appena Elisa Penna, Amica di vecchia data, diventa
Direttrice di Minni & C., G. Scott passa provvisoriamente in quel
settore della Walt Disney. È in questo periodo che Scott crea
illustrazioni su tutti i personaggi (nuovi e meno nuovi) Disney: da
Ariel, la Sirenetta, ai simpaticissimi 101, da Winnie the Pooh al Gobbo
di Notre Dame, al Re Leone, a Tarzan, ecc., ecc.
- Nel '99, proprio in occasione dei trent'anni
di collaborazione con Topolino, Scott realizza, su incarico del
Direttore Paolo Cavaglione e del Capo sceneggiatore Ezio Sisto, DISPERSI
con Paperone e Rockerduck (pubblicato, nel dicembre 2000, sul mensile
"PAPERINO").
- Dal '90, Gino Esposito Scotto di Perta è
sposato con la Dott.ssa Gisella Rivolo, Docente di Materie Giuridiche ed
Economiche, nonché Economista, Sociologa, Scrittrice e Sceneggiatrice
alla Rizzoli ed alla Disney Italia. Da molti anni la coppia realizza
insieme disegni e testi per la Walt Disney, per Geronimo Stilton e nuove
serie (fiabe, fumetto verista e comico), con illustrazioni in b/n e
delicate quadricromie con acquerelli.
- Dal 1997, il m° collabora con la Comic
Artists e con la Prof.ssa Rivolo a Corsi di Fumetto (esempio pratico:
A.S. 1999/2000, col Corso tenuto all'I.P.C. G. BOCCARDO di Novi Ligure
(AL), porta quattro studenti quattordicenni a vincere il Premio Speciale
per il Concorso Nazionale per Disegno a Fumetti (su Dylan Dog) bandito
dalla Provincia di Savona e riservato agli Istituti d'Arte, alle
Accademie, ecc.
- Dal 2001 al 2004, la coppia Rivolo-Scott
si sposta su Tortona (Istituto Marconi e sezione Carbone) per creare con
i giovani studenti delle terze:
-
L'Inferno di (Dante Alighieri) a fumetti
-
Il primo calendario completamente a
fumetti con i WoodsKids (edito nel 2003)
-
L'attualissimo OPERAZIONE TERRA 3333 (in
realizzazione)
- Nel 2005, l'Associazione apre i corsi di
"fumetto in classe" nella città di Acqui Terme, coinvolgendo tutte le
Scuole Superiori in tra ambizioni progetti:
1) Sandrik ed il galeone di... vino (affasciante
furto di brachetto ad opera di un simpaticissimo emulo di PK)
2) Last Fly (omaggio a Cristopher Reeve,
recentemente scomparso e indimenticabile Superman
3) Jerry e Simone, i racconti dell'albero
(elegante libro di fiabe ad indirizzo psicopadagogico)
Una domanda che mi è stata rivolta spesso
nei miei primi quarant'anni di carriera è questa:
COME NASCE UN PERSONAGGIO?
Cercherò di rispondere... ovviamente in
modo soggettivo!
Ero un ragazzino al liceo, quando ho
sentito parlare per la prima volta di Luigi PIRANDELLO, un grande
italiano del nostro recente passato. Non voglio parlarvi dei suoi
numerosi romanzi, che appartenevano al suo modo di scrivere che
definirei "prima maniera" e neppure delle commedie, che considero
raffinate ed eleganti, leggi "Lumìe di Sicilia", "Liolà" e tante altre:
opere che portano tutte una data antecedente al 1921, definito l'anno
del cambiamento, l'anno in cui Pirandello scopre una grande verità e mi
risolve la domanda, concedendomi la risposta.
Con "6 personaggi in cerca d'Autore" (è,
per l'appunto, il 1921) lo scrittore tenta di rispondere a ciò che non
sa e che nessuno, fino a quel momento, poteva sapere. In fondo, l'Autore
non si pone il problema: l'idea arriva da qualche parte e lui se ne
impossessa per realizzare (a seconda dei casi) un capolavoro o solo una
delle tante opere nella storia della letteratura.
Ma Pirandello comprende e attua una
rivoluzione scenica: non è lo scrittore a cercare il personaggio in un
"Parcheggio delle idee", come pensavano sin dall'antichità i più stimati
filosofi, da Platone ad Aristotele, bensì esiste una dimensione in cui i
personaggi nascono e vivono e gridano la loro voglia di vivere, di
essere protagonisti in questa nostra realtà.
L'incontro con un personaggio è una
sensazione di brivido lungo la schiena. Ti senti elettrizzato e la tua
mente sembra ritrovare contorni e sfumature di un tuo qualche passato,
che ripercorri in un attimo, a volo radente, come se gli occhi
prelevassero a ritroso in un hard disk dimenticato molte vite fa files
di immagini ed emozioni.
Piano-piano scopri la voglia di fare: la
"fiamma che arde", un fuoco che brucia, comune nella mente e nel cuore
di chiunque si dedichi all'Arte creativa... ed inventi il pretesto
immediato per tracciare linee e segni, che si ricompongono in immagini
sempre più nitide, fintanto che non emerge la bellezza di un fantasma e
tu riconosci il personaggio e lo tocchi sul foglio bianco, lo sfiori con
una carezza di matita e lui ti ringrazia di essere nato da te!
È una paternità, che definirei
"maternità", virtuale, per cui senti tuoi figli tutti i personaggi
creati e li ami ad uno ad uno, affezionandoti un po' di più, quasi
sempre, all'ultimo nato! E non ti fermi lì: cerchi subito una maternità
successiva, poiché la mente desidera partorire mille volte mille.
A mio giudizio, dunque, ci sono due
momenti distinti da indicare e sottolineare in una creazione artistica
figurativa: il contatto empatico col tuo subconscio (che è poi il
subconscio di ogni forma di vita), catodo ricevente, e l'anodo
risolvente della mente consapevole, che polarizza e trasmette
l'immagine, evidenziandone le caratteristiche peculiari del personaggio,
in quanto prenderà copia e linfa dalle tue mani operative che aprono
porte e frugano in tutte le dimensioni dell'Io universale.
In questo, credo che Pirandello abbia
tradotto il messaggio della creatività; l'inizio di qualche cosa che
trasmette il passaggio tra lo spirito e la realtà del vissuto, insomma
per dirlo parafrasando uno slogan pubblicitario: CREARE PER CRESCERE!
ED ESSERE ARTISTI.
Quando un Autore riesce a sentire quelle
voci, crea...
Così enuncia Pirandello nei suoi "6
personaggi in cerca d'Autore" e così è... se vi pare (per usare il
titolo di una sua precedente commedia del 1917). Io ritengo l'opera di
Pirandello, nominato Accademico d'Italia nel 1929, molto illuminata: non
per nulla è stato il primo italiano ad avere il Nobel per la letteratura
nel 1934.
E, un bel giorno, leggendo un testo sul
famoso e famigerato processo alle streghe di Salem, ho visto quattro
ragazzini in fuga da un orfanotrofio e ne ho discusso con mia moglie, la
dottoressa Gisella Rivolo: a lei è venuta in mente tutta la storia, come
un fiume in piena, ed io ho incontrato quattro ragazzi ci hanno
raccontato la loro vita virtuale e lo scopo di farcela disegnare: ci è
sembrato importante accontentarli e sono nati i WoodsKids, i ragazzi dei
boschi, i figli di alcune streghe di Salem. Essi fuggirono, in piena
"inquisizione" (tra virgolette) dalla prigione dell'orfanotrofio per
precipitare in una quercia magica, infrangendo un cristallo verde che li
trasformò, per incanto, in creature vegetali. Per inciso, nelle loro
vene non scorre più sangue, bensì clorofilla: ecco spiegato il loro
colore delicatamente verdolino. I quattro ragazzi, beati loro, sono
diventati eterni, restando scolpiti nella loro età di fanciulli, e si
possono spostare nello spazio-tempo, grazie alla loro quercia magica, in
qualsiasi epoca per raccontarci verità fantastiche o sogni di verità
sconosciute... Abbiamo voluto coinvolgere nella nostra impresa i ragazzi
dell'Istituto Carbone di Tortona attraverso un Corso di Fumetto, in cui
cerchiamo di trasmettere ai nostri studenti l'entusiasmo di fare cultura
divertendosi, in un tempo in cui credere nei sogni è l'ultima speranza
per esistere!
E passiamo ora agli indios Yanoama. Come
mi riallaccio a Pirandello? Ma in via analogica! Infatti, un ragazzino
di questa tribù, nato e cresciuto in quella dimensione in cui vivono
anche i WoodsKids, è venuto a bussare alla mia corteccia celebrale ed
anche al nostro cuore. Dico nostro, perché l'idea è venuta in
contemporanea sia a mia moglie, la professoressa Gisella Rivolo (che
avete ascoltato parlarvi delle nostre sorelle rondini), sia al
sottoscritto. Un folletto canterino, che penso conosciate tutti, STING,
lo ha condotto da quel suo mondo immateriale fino alla realtà del
ventunesimo secolo. Ed abbiamo incontrato Fiocco di Vento che ci ha
detto della Grande Foresta amazzonica, massacrata dagli aridi interessi
di uomini pavidi, che non si preoccupano nemmeno del futuro dei propri
figli, e degli indios Yanoama destinati, pertanto, alla scomparsa, come
è già avvenuto per tantissime altre specie del nostro pianeta!
L'uomo, a volte, e lo dico per salvare il
salvabile, non si rende neppure conto del grave ed oltraggioso danno che
fa alla natura. Manca il rispetto per le regole che governano il nostro
pianeta. Tutto è fatto in funzione del solo ed esclusivo tornaconto del
genere umano, senza proiettare i possibili svantaggi di evidenti errori
di valutazione, in quanto si tiene conto, sovente e purtroppo, dei soli
elementi economici. Ecco perché l'uomo è il più convinto e grande nemico
di se stesso, in quanto distrugge e non crea! La Creazione è, infatti,
la chiave risolutiva di dare di più delle forze materiali della stessa
composizione atomica: la VITA! É proprio questo l'elemento biologico e
non che non permette il degrado e segue il ritmo superiore, o naturale
per chi abbia come parametro la vita fisica, tuttavia sentendo la
positività di energizzare e potenziare gli elementi biologici a sua
disposizione.
La vita è una progressione geometrica
nella forza di vivere.
Non siamo predicatori, tanto meno
utopisti: mia moglie è una sceneggiatrice ed io sono un disegnatore e
raccontiamo, a modo nostro, la grande commedia dell'uomo, sperando che
non finisca in tragedia... Non voglio anticiparvi altro del libro
"Corri, Fiocco di Vento", che è stato appena stampato!
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