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IMPORTANTE PER CHI HA BUONA VOLONTÀ
L'Ago nel Pagliaio offre la propria
consulenza gratuita a chiunque volesse sapere come salvare nidiacei di
rondini, rondoni, forte di una propria esperienza sul campo e di dati
scientifico-tecnici che le hanno permesso di conseguire risultati
eclatanti. Inoltre, si presta a fornire informazioni su come salvare o
approcciarsi a nidiacei di qualsiasi altra specie, protetta e non.
Ricorda l'importanza del primo intervento e di una corretta
alimentazione che diventano determinanti per salvare una vita!
COSA NON FARE: non somministrare
mai pane e latte; non utilizzare insetti trattati "a rischio", vale a
dire avvelenati da anticrittogamici o quant'altro - EVITARE L'USO DI
MOSCHE!
L'Associazione A.G.O. è in grado di
fornire insetti biologicamente puri e può consigliare dove procurarseli.
L'arco digestivo di un nidiaceo (vedi
rondini) si compie in circa due ore; i pasti dovranno essere suddivisi
in questa scansione nell'arco della giornata (numero ottimale: 8 pasti -
almeno 5 per la sopravvivenza!).
La quantità non deve essere concentrata in
dosi eccessive (circa il peso corporeo per i più piccoli,
complessivamente).
Per una migliore assimilazione si
consiglia di iniziare sempre con l'uso di omogeneizzato al manzo a
temperatura di 35°, somministrato lentamente con l'ausilio di una
siringa minuscola (senz'ago e, possibilmente, da 1 cc) nella dose di
0,30 circa a pasto.
La somministrazione di liquidi (acqua
oligominerale naturale) avverrà in poche gocce due volte al dì,
utilizzando un contagocce appoggiato delicatamente sul becco (è
pericoloso introdurlo: mal utilizzato potrebbe soffocare il piccolo).
E ricordiamo che lottare per la vita
ripaga sempre di tutte le difficoltà affrontate con l'amore di fare!
ALIMENTI FACILMENTE REPERIBILI:
1) Plasmon al manzo
2) Camole del miele
3) Tarme della farina
4) Siluri (5 di essi valgono i tarma della
farina - 8 di essi valgono una camola)
5) Moscerini (a volontà)
DIETA CONSIGLIATA PER NIDIACEI DI
RONDINE E RONDONE
a) Prima fase
(N.B. Il becco è ancora bordato di giallo
e la coda, appena accennata, è al di sotto o pari ad 1 cm; si notano
tracce di piumino, almeno sulla testa e sul dorso.)
IL PICCOLO DEVE MANGIARE CIRCA
L’EQUIVALENTE DEL PROPRIO PESO CORPOREO SUDDIVISO IN 8 (OTTO) PASTI AL
DÌ:
ORE 8 0,50 plasmon
ORE 10 0,50 plasmon + 2 o 3 gocce d’acqua
ORE 12 0,80 plasmon
ORE 14 0,50 plasmon
ORE 16 0,50 plasmon + 2 o 3 gocce d’acqua
ORE 18 0,80 plasmon
ORE 20 0,50 plasmon + 2 o 3 gocce d’acqua
(Il plasmon va somministrato tiepido con
una siringa da 1 cc (tipo insulina, ma senz’ago!)
b) Seconda fase
(N.B. Il becco è completamente nero e la
coda, lunga circa 3 cm, comincia a biforcarsi)
VARIAZIONI PER IL PRIMO SVEZZAMENTO:
ORE 8 0,50 plasmon + 2 o 3 gocce d’acqua
ORE 10 0,50 plasmon + i camola del miele
ORE 12 0,50 plasmon + i camola del miele
ORE 14 1 camola del miele + rosso d’uovo
(circa un chicco di mais) + 2 o 3 gocce d’acqua
ORE 16 1 camola del miele + i tarma della
farina (svestita di chetina, cioè quando è bianca) + 2 o 3 gocce d’acqua
(N.B. Mancando la tarma, sostituirla con un’altra camola del miele o
0,50 plasmon)
ORE 18 2 (due) camole del miele
ORE 20 0,50 plasmon + 2 0 3 gocce d’acqua
(N.B. Il primo e pasto e l’ultimo è MEGLIO
che siano più leggeri. Le camole del miele vanno date senza testa,
essendo indigesta, e le tarme della farina vanno date anche intere, ma
non VIVE)
DOPO I PRIMI VOLI SI ENTRA NELLA:
c) terza fase
sostituire il plasmon indicato in
precedenza con i camola del miele portare i pasti a 5 (CINQUE),
distanziati di 3 ore con 2 gocce d’acqua a pasto
ORE 8 1 camola del miele
ORE li 2 camola del miele
ORE 14 2 camole del miele
ORE 17 2 camole del miele
ORE 20 1 (una) camola del miele
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