ANTOLOGIA

Prosa, Poesia, Narrativa, Grandi Autori

-------------------------------------------------------------GUENDALINA

 

 

 

 

 

Guendalina, avevi una veste

che assomigliava al rosso della porpora

e non sapevi resistere oltre la sbarra.

Finivano le lezioni e tu

uscivi prima di tutti,

eppure ti piaceva dipingere

e fumavi di nascosto,

eppure sapevi ritornare in orario

ed essere prima fra tutte a spogliarti

per indossare l'aurora.

Sapevi essere esile sulla barella

prima di danzare con noi.

Sapevi unire le punte

e saltare sui versi

d'un vecchio poeta

che non ti conobbe,

ma ti descrisse lo stesso.

Sapevi essere eterna

tra pagine antiche

e stanca di noi

presuntuosi di ballare per lui.

Sapevi essere artista

piegando i ginocchi

nell'inchino finale

ed accogliere il plauso

come un pupo al tuo petto

portando le mani sul cuore.

Sapevi vestirti di fiori

e fare la tua primavera

come un airone che muore.

Ma non ti vestivi di bianco.

Il tuo tutų era nero.

Eri la prima di tutti noi

e dovevi spiccare

su quattro comparse.

Dovevi essere tu e non luna

e neppure le stelle

quando il sipario

era tirato per tutti.

Dovevi subire l'applauso,

ma blandivi il maestro

se ti rivoleva in scena

per fingere ancora.

Non volevi di pių.

E scappavi veloce

gių dalle scale

fino ad essere onesta,

donna e poi niente.

Solo due piedi

in assenza di peso

a danzare la vita.

E raccoglievi la bocca a sorriso

ed eri felice come non mai,

come non sempre,

come non sai farlo pių

ora che sei la maestra di tutto.

Ora che hai due ali bianche

e sai scolpire meglio

il tuo otto nel ghiaccio.

Ora che hai la pretesa

di essere sempre l'ultima ad uscire.

E non c'č pių una donna che corre,

ma una donna che prega

ed ha sempre paura.

Ed una madre che piange

alla prima della sua creatura:

la sua ultima uscita.

Il suo ultimo applauso.

La sua ultima folla.

La sua sola speranza.

Il suo stesso sorriso č dipinto,

la sua stessa tunica č bianca

e la corona di fiori č la stessa.

E' uguale per tutte.

Guendalina, sei bella cosė

senza le calze di prima,

senza le scarpe di sempre,

senza il tutų tutto nero.

Senza quel lago nel cuore

in cui nuotavi e ridevi,

senza quel tuo portafoglio di vento

da spendere in punta di piedi,

senza quel tuo fardello alle spalle

dove nascondevi

le ore degli allenamenti

e senza quel mignolo in posa

ad alzarsi per te

prima di ogni trionfo.

Senza quel tuo fiordaliso

buttato da me

ad ogni tuo ingresso.

Senza quel tuo sguardo d'amore

e quella rinuncia.

Senza le scarpe.

E danzi con Dio

e fai riverenza ed inchino

e sei Guendalina per Lui

e per Lui che č maestro di vita

danzi la Morte e la rendi bella

bianca e sottile

come fosse leggera.

Su una barella che cade

ed io che piango

e non posso far nulla

e mi abbraccio per te.

versi di Gisella Rivolo Scott

 

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